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E' ufficiale, il particolato aiuta la diffusione del virus. Ridurre la circolazione delle auto.

24/04/2020 20:50

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E' ufficiale, il particolato aiuta la diffusione del virus. Ridurre la circolazione delle auto.

Il coronavirus è stato trovato sul particolato, sulle cosiddette polveri sottili.

Il coronavirus è stato trovato sul particolato, sulle cosiddette polveri sottili, ad affermarlo è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima). «Questa prima prova apre la possibilità di testare la presenza del virus sul particolato atmosferico delle nostre città nei prossimi mesi come indicatore per rilevare precocemente la ricomparsa del coronavirus e adottare adeguate misure preventive prima dell’inizio di una nuova epidemia» afferma il professor Alessandro Miani, presidente della Sima unitamente al coordinatore del gruppo di ricerca scientifica Gianluigi De Gennaro e a Miani.

 

I campioni sono stati analizzati dall’Università di Trieste in collaborazione con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, che hanno verificato la presenza del virus in circa il 60% delle giornate prese in esame. I risultati positivi sono stati confermati su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari.

 

<<Possiamo confermare di aver ragionevolmente dimostrato la presenza di RNA virale del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico rilevando la presenza di geni altamente specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele>>, precisa Setti. 

 

Secondo De Gennaro «questa è la prima prova che l’RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente, suggerendo così che, in condizioni di stabilità atmosferica e alte concentrazioni di PM, le micro-goccioline infettate contenenti il coronavirus SARS-CoV-2 possano stabilizzarsi sulle particelle per creare dei cluster col particolato, aumentando la persistenza del virus nell’atmosfera come già ipotizzato sulla base di recenti ricerche internazionali. L’individuazione del virus sulle polveri potrebbe essere anche un buon marker per verificarne la diffusione negli ambienti indoor come ospedali, uffici e locali aperti al pubblico». 

 

Uno studio italiano che si è focalizzato sulla densità abitativa e diffuso oggi dalla Società italiana di Allergologia, conferma le tesi predetta. Secondo i ricercatori la densità abitativa diffonde il coronavirus più dello smog: Bergamo e Brescia, più densamente abitate di Verona, sono state colpite più duramente dal virus nonostante un livello di smog simile o addirittura inferiore, come nel caso della città di Bergamo.

 

<<Con questi dati così evidenti non possiamo più far fina di nulla. Occorre ridurre in modo drastico la presenza della auto nelle città e favore delle persone e della saliute>> ad affermarlo è la Comunità Laudato si di Gela. 

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